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Il Nulla, il vuoto, il divenire

Il rapporto tra il nulla,
il vuoto come crogiolo dell'essere,
l'accadere,
il divenire.


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Che cos'è il nulla?
In fisica nessun concetto lo prevede.
Infatti non è concetto scientifico,
bensì filosofico,
con un lungo iter alle spalle.

Questa pagina riporta un testo che
coniugando scienza e filosofia
tratta del nulla e del vuoto,
dell'accadere e del divenire,
della realtà cosmica e subatomica,
della realtà umana e dell'esistenza.







E all'inizio nient'altro
che un'immensa energia
compressa in un punto
di massa gigantesca.

Poi l'espansione...

Così ha inizio l'avventura
del divenire della materia
rompendo la simmetria
di quella notte dell'essere
che è il vuoto quantistico.




Il concetto di nulla è fortemente problematico
nella filosofia occidentale, specialmente
a causa della metafisica
di Parmenide e dei suoi seguaci ,
che avevano negato realtà al nulla
in quanto non-essere.




La negatività di questa tradizione metafisica,
o meglio teologico-filosofale,
ha pesato a lungo sul pensiero occidentale,
condizionandone gli sviluppi e orientandolo

in senso spiritualista e idealista,
nonché monista e determinista.


L'idealismo platonico col suo fascino
spiritualistico e astratto
mette ben presto in mora il
pensiero del grande Leucippo,
materialistico, meccanicistico,
pluralistico e indeterministico,
basato sul kenòn, sul "vuoto".
Una compiuta e coerente
visione ontologica della realtà,
viene così oscurata
dalla teologia filosofale,
messa da parte e dimenticata.


Nell'ontologia leucippea gli atomi,
vagano nel vuoto, indeterministicamente.
Urtandosi a caso creano
la pluralità differenziata di tutti
gli enti esistenti nell'universo.
Una visione fisica arcaica e ingenua,
ma che, mutatis mutandis,
è certamente assai più vicina alla realtà
dell'opera del Demiurgo platonico.


La deriva metafisica,
arricchita del concetto di "idea",
in spregio totale del naturalismo,
dell'approccio alla realtà naturale,
dell'autentico conoscere,
fabbrica così il teatro fittizio della
commedialità dialogico-metafisica.
Ciò non poteva che rivelarsi ben presto
devastante per l'autentico filosofare.
Coniugata in seguito col Cristianesimo,
che ne ha assunto molti aspetti,
risultare dominante per oltre 20 secoli.


Per una breve precisazione storiografica
ricordiamo che per Parmenide il nulla
è semplicemente "ciò che non è",
mentre Platone ne fa
il termine dialettico di "alterità".
Per Sant'Agostino il nulla "è e non è",
identificabile con la materia
e contrapposto allo spirito
"che è" l'unica vera realtà.



Anche Hegel utilizza il concetto di nulla
che vede in senso dialettico e processuale,
poiché nel divenire dello Spirito l'essere
e il nulla coesistono e uno trapassa nell'altro.
Perciò sentenzia: "Il positivo
e il negativo contengono
l'uno l'essere e l'altro il nulla come
loro fondamento astratto".



Per Heidegger esso è la
"origine della negazione" e
"la negazione radicale della totalità
di ciò che esiste dell'esistente"
Per lui: "il nulla è ciò che annulla".



E Sartre la pensa in maniera analoga,
ma aggiunge che, reciprocamente,
"l'essere annulla il nulla" , e l'uomo
sta tra l'uno e l'altra, poiché
la coscienza è ciò che fonda sia la
possibilità dell'uno, sia dell'altro.


Da questa rapida sintesi si evince
la totale astrattezza del pensiero
tradizionale metafisico,
che ha logicizzato
meri frutti della fantasia, oppure
alchimie cogitative fenomenologiche.
Peraltro, i termini metafisici
di essere e non-essere
risultano del tutto inadeguati
ad affrontare filosoficamente
il concetto di realtà e di non-realtà.


Per cambiare radicalmente pagina
occorre che la filosofia ritorni al reale,
e abbandoni il mitico, il fantastico,
il formale, l'intellettualistico e il
logico-dialettico fine a se stesso.
Ma, per fare ciò, bisogna
che si fondi sulla scienza.

 




Noi riteniamo che la fisica moderna
possa risultare di grande aiuto
per rifondare filosoficamente il concetto
di nulla in una nuova prospettiva,
coerente con la realtà fisica.
Ciò permette anche un collegamento
con l'autentica filosofia antica,
quella pre-idealistica;
con quel pensiero atomistico
del grande Leucippo,
che per primo ha posto
i concetti di "vuoto" e di "atomo".


Il vuoto di Leucippo è infatti,
il medium ontico in cui nasce la realtà,
ciò che la rende possibile e concreta.
Gli atomi, solo esistendo in esso,
e in esso muovendo, possono
creare la realtà dei corpi materiali.
Anche la fisica di oggi
conferma il vuoto quantistico,
come medium pre-materiale
in cui possono nascere
le particelle elementari.


Su esse si basa l'essere della materia.
Ne sono il fondamento costitutivo,
elementare ed ultimo.
La materia "è", perché
i suoi fondamenti
sono emersi ed emergono
dal vuoto quantistico.


Il vuoto è allora un nulla di realtà
che però è il "tutto delle possibilità".
Esso è alla base dell'essere,
ciò da cui verosimilmente è nato
il nostro universo
Dal vuoto possono nascere,
in ogni momento,
le particelle elementari,
gli elementi della realtà.
Basta sollecitarlo
con una certa
quantità di energia.

 





E' da questi presupposti che è nata
la nostra ricerca intorno al concetto
di "nulla" come "vuoto"
e di quello di divenire,
ricordando che, a rigore,
il vuoto quantistico è

tutt'altro che vuoto,
bensì "pieno di possibilità".


Il fondo che abbiamo scelto per
questa pagina allude al nero nulla
una sorta di notte dell'essere,
dove lampi di blu preludono
alle prime presenze della materia
e del suo divenire.


D'altra parte è proprio quella blu,
contrariamente a ciò che si pensa,
la radiazione a più alta energia,
possedendo alta frequenza
e piccola lunghezza d'onda

 


La luce rossa, invece,
che evoca il fuoco
a cui l'uomo miticamente
associa grande energia,
avendo bassa frequenza
e grande lunghezza d'onda,
è la meno energetica.


Le stelle azzurre sono quelle con più energia
le rosse quelle con meno, le gialle
come il nostro Sole, hanno valori medi.





Le galassie sono costituite da
miliardi di stelle
come loro aggregazioni definite.
Esse si costituiscono in ammassi
che nello spazio cosmico si allineano
per formare una sorta di collane
o di filamenti di materia,
spersi nell'immensità
del vuoto cosmico
 

 

Le energie e le masse,
intercambiabili e convertibili
insieme con i bosoni,
(i generatori delle 4 forze)
sono il "tutto" della realtà
della materia a noi nota:
meno del 5% del totale.
Della materia oscura
e dell'energia oscura,
formanti oltre il 95%
del nostro universo,
non sappiamo nulla.


Ma qualcosa pare assodato.
Il nostro universo è nato da
una massa-energia gigantesca
ma di dimensioni infinitesime
compressa e caldissima
che si è espansa sino a ciò
che è oggi questo universo,
che continua ad espandersi.
E da allora sono passati
13,7 miliardi di anni.




Un riposante e sereno paesaggio,
come sintesi del "vivente",
con vegetazione varia, animali e persone,
introduce il nostro argomento.

   

Esso  ci mmerge nello
"spirito della natura".
Con esso ci sentiamo
sintonici, immersi, integrati,
in una senzazione dolce e serena.


C'è qualcosa che ci spinge a pensare
a quark, elettroni e bosoni? Nulla!
E tuttavia, l'erba, gli alberi,
le foglie,il cielo, la montagna,
il cavallo in primo piano
la luce e l'ombra, sono fatti
di nient'altro che quark, elettroni e bosoni.

 



Tutta questa meraviglia è diventata possibile
solo perché l'universo, nato come immensa
energia compressa in un punto,
si è espanso, creando materia,
poi dispersa nello spazio-tempo
e quindi "a bassa energia".


La radiazione cosmica di fondo,
il "fossile" del big-bang,
ci conferma che l'universo
ha perso energia espandendosi
e ciò permette, da qualche miliardo
di anni, che ci siano paesaggi
con mari, ,fiumi, montagne
terra, erba, alberi
e animali come noi
che li ammiriamo.




Quando parliamo di realtà,
del nostro mondo, parliamo
di null'altro che di
materia e bassa energia.


Che rapporto esiste allora
tra la poesia del "nostro" reale,
vivibile, esperibile, rappresentabile
contemplabile e poetizzabile
e la struttura complessa e pluralistica
della materia elementare?
Questo è l'oggetto della nostra ricerca:
sul nostro universo e sui suoi costituenti.










LINK




DAL NULLA AL DIVENIRE
DELLA PLURALITÀ


Il pluralismo ontologico tra energia,
informazione, complessità, caso e necessità

 



 

Prefazione



I. Prologo anti-metafisico

1.1 Sfrondare l'albero della conoscenza
1.2 La mente e le funzioni cognitive
1.3 Anti-filosoficità della metafisica
1.4 Teologia filosofale del cosmo inventato
1.5 La filosofia e la scienza
1.6 Il nulla e la realtà
1.7 La realtà come orizzonte gnoseologico



II. Matematica per il reale e per il fantastico

2.1 Introduzione

2.2 Computo e misura. Origini e sviluppi
2.3 L'ordine: numerico, logico e metafisico

2.4 Matematica come modalità della metafisica  
2.5 La matematica platonista e la fisica
2.6 Sacralità del numero e numerologia religiosa



III. La matematica tra istinto,
linguaggio ed evoluzione


3.1 Introduzione
3.2 La matematica quale espressione storico-socio-culturale
3.3 Metafore matematiche ed embodiment
3.4 La fonte comune di matematica, linguaggio e istinto
3.5 La lingua del pluralismo ontico e del movimento



IV. L'anti-scienza e la filosofia

4.1 Introduzione
4.2 L'ilozoismo, il vitalismo e l' epigenesi del reale
4.3 Malatia monistico e perseguimento della TOE
4.4 L'epistemologia antiscientifica
4.5 La fisica teologica e teofanica 
4.6 Husserl: La "scienza" dell'antiscienza

4.7 Il Principio antropico e il Disegno intelligente


V. La realtà cosmica
tra l'immenso e l'infinitesimo


5.1 Introduzione
5.2 La scienza e i suoi limiti 
5.3 Uno sguardo alla fisica contemporanea

5.4 La storia del cosmo nel modello standard
5.5 Gli elementi del fisico e l'extrafisico          
5.6 Realtà-irrealtà, unità-pluralità, quantità-qualità                                            

5.7 Il protagonismo dei bosoni



VI. Aspetti strutturali,
sistemici e fenomenici


6.1 Il pensare antropico e l'essere cosmico
6.2 Il caos cosmogenetico di Edgar Morin
6.3 Materie, ipematerie, energie, masse
6.4 Strutture, sistemi e fenomeni
6.5 Cause e processi
6.6 La sfera e il poliedro                                                                  6.7 L'
ontologia orizzontale e la relazione


VII. Dal vuoto al divenire probabilistico

7.1 La culla dell'essere: il kenón e l'àkeiron 
7.2 Il divenire, l'esistere e l'esistenzialità
7.3 Le simmetrie fisiche come invarianze
7.4  Le rotture di simmetria come varianze
7.5 Realtà, effettualità, possibilità, probabilità
7.6 Il probabilismo ontico




VIII. Equilibrio ontico, complessità
e spazio-tempo


8.1 Relazioni dinamiche ed equilibri ontici
8.2 L'entropia e il caos tendenziale
8.3 La complessità lineare e la intricata
8.4 Lo spazio, il tempo e la costante di spazio-tempo
8.5 La freccia del tempo



IX. Il pluralismo ontofisico
e i suoi correlati


9.1 Un giorno speciale
9.2 Epigenesi sostruttiva ed epigenesi hyletica
9.3 Le regioni della realtà
9.4 Energia, hyloinfomazione ed antropoinformazione
9.5 La peirasi e i processi evolutivo-creativi



Conclusione



GLOSSARIO



BIBLIOGRAFIA

 

Indice dei NOMI

 

Indice ANALITICO-TEMATICO

 


9 aprile 2009 aggiornata il 30 marzo 2009

 

 

LINK